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​La multi-hazard resilient city rappresenta un modello urbano progettato per affrontare simultaneamente diversi tipi di pericoli - climatici, sismici, vulcanici e idrogeologici - attraverso soluzioni integrate che trasformano rischi e vulnerabilità in opportunità di innovazione sostenibile. Questo approccio olistico riconosce l'interconnessione dei rischi urbani e sviluppa strategie progettuali e soluzioni tecnologiche in grado di rispondere efficacemente a molteplici hazard, riconoscendo la città come sistema complesso in cui ambiente, infrastrutture e società sono strettamente interconnessi.

Estendendo in ottica multi-rischio il concetto di Climate Resilient Development introdotto dall’IPCC AR6 (2022), la multi-hazard resilient city si basa su approcci trasformativi che integra azioni di adattamento a rischi climatici e geofisici con strategie per la decarbonizzazione, generando benefici tangibili per le comunità locali e per gli ecosistemi.

Il prototipo sviluppato nell’ambito della ricerca RETURN rappresenta la sintesi concreta di questo approccio: un dispositivo urbano sperimentale che integra soluzioni tecniche, nature-based e sociali per promuovere una città capace di adattarsi e decarbonizzarsi, rafforzando al contempo il benessere collettivo e la qualità dello spazio pubblico.

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Nel quadro della transizione verso una edilizia a basse emissioni di carbonio, la scelta di sistemi costruttivi resilienti, leggeri e sostenibili diventa strategica per affrontare le sfide poste dai contesti multi-hazard, caratterizzati da rischi climatici e geofisici con cicli emergenziali e impatti diversificati nello spazio e nel tempo su differenti tipologie di elementi a rischio, quali edifici, infrastrutture, comunità ed ecosistemi.

Il prototipo dimostrativo realizzato nell’ambito del progetto RETURN come esempio di approccio al progetto di edifici a basso impatto ambientale in contesti multi-hazard si basa su un sistema costruttivo in legno ispirato al light frame americano, ma reinterpretato in chiave contemporanea prevedendo l’impiego di pannelli in multistrato per edifici di piccola scala (fino a 2 piani) e di elementi in CLT (Cross Laminated Timber) per edifici fino a 7 piani.

Il cuore del sistema è costituito da una struttura realizzata mediante incastri a mezzo legno, che consente di ridurre l’uso di ferramenta metallica, migliorare la precisione dell’assemblaggio e incrementare la durabilità della struttura. La maglia strutturale così ottenuta viene tamponata con pannelli sia interni che esterni, creando piastre rigide multifunzionali. Tali piastre possono essere impiegate indifferentemente come pareti portanti o solai, garantendo una grande versatilità progettuale e una riduzione dei tempi di montaggio.

L’involucro, realizzato in pannelli di OSB e isolamento in fibre di canapa ad alta densità garantisce adeguate prestazioni di isolamento e di inerzia termica, riducendo i consumi energetici, in particolare per la climatizzazione nel periodo estivo.

L’impiego di materiali naturali prodotti da filiere locali contribuisce ulteriormente a ridurre l’energia e le emissioni climalteranti incorporate nel ciclo di vita dell’edificio

L’intero processo è controllato attraverso strumenti computazionali: la fase progettuale avviene con l’ausilio di algoritmi dedicati, sviluppati ad hoc per generare spazi architettonici in grado di coniugare criteri ambientali e strutturali. Questa integrazione consente di ottimizzare l’impiego dei materiali – minimizzando rifiuti ed emissioni anche grazie a soluzioni realizzate a secco progettate per la prefabbricazione offsite e la disassemblabilità a fine vita – prevedere  soluzioni tecniche ad-hoc per adattare le specifiche prestazioni dell’edificio in relazione a differenti scenari di rischio climatico e geofisico e adattare il progetto alle specificità spaziali e ambientali del sito.

RETURN

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